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Dipendenza da videogiochi: segnali, limiti sani e come giocare di meno
Quando i videogiochi diventano un problema? Criteri dell’OMS, segnali d’allarme e un piano pratico per porre limiti o smettere, per chi gioca e per i genitori.
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La dipendenza da videogiochi, o dipendenza dal gaming, è quello che l’Organizzazione Mondiale della Sanità chiama disturbo da videogioco (gaming disorder): il gioco ti sfugge di mano, mette in secondo piano il resto della tua vita e continua anche quando provoca danni concreti. Le ore da sole non bastano a definirla, e la maggior parte delle persone che giocano non sviluppa mai un problema. Se la cosa ti preoccupa, puoi darti dei limiti o prenderti una pausa.
Nella maggior parte dei casi giocare è sano: quando diventa disturbo da videogioco
I giochi possono essere divertenti, sociali e rilassanti. Secondo l’OMS, gli studi suggeriscono che il disturbo da videogioco riguardi solo una piccola parte di chi gioca.
Le stime variano. L’American Psychiatric Association, l’associazione degli psichiatri statunitensi, cita ricerche sugli adulti secondo cui potrebbe rientrare nei criteri tra lo 0,3% e l’1% delle persone. Una revisione del 2021 su 53 studi ha stimato la quota mondiale tra il 2% e il 3% circa, più alta tra gli adolescenti e tra i maschi.
Quello che conta è l’andamento nel tempo: un fine settimana passato tutto su un gioco appena uscito non è un disturbo. Mesi di sonno perso, voti o lavoro che peggiorano e promesse di smettere non mantenute meritano invece uno sguardo più attento.
I criteri dell’OMS per il disturbo da videogioco, in parole semplici
Il disturbo da videogioco è stato inserito nella sezione dei disturbi da dipendenza quando l’ICD-11, la classificazione delle malattie dell’OMS, è entrata in vigore nel 2022. Ha tre caratteristiche fondamentali:
- Perdita di controllo. È difficile controllare quando inizi, per quanto tempo giochi o quando smetti.
- Il gioco viene prima di tutto. Ha la precedenza sugli altri interessi e sulle attività quotidiane.
- Continuare nonostante i danni. Continui a giocare, o giochi ancora di più, anche quando ti crea problemi.
Per una diagnosi, questo comportamento deve incidere seriamente su ambiti come la famiglia, la scuola o il lavoro, di norma per almeno 12 mesi. Il manuale diagnostico statunitense, il DSM-5-TR, è più cauto: indica il disturbo da gioco su Internet (internet gaming disorder) come una condizione che richiede ulteriori ricerche.
I segnali della dipendenza da videogiochi: un’autovalutazione
Il DSM-5-TR propone questi nove sintomi. Pensa all’ultimo anno:
- Pensi ai videogiochi per la maggior parte del tempo in cui non stai giocando.
- Ti senti triste, in ansia o irritabile quando non puoi giocare.
- Ti serve sempre più tempo di gioco per provare la stessa soddisfazione.
- Hai provato a giocare di meno o a smettere, senza riuscirci.
- Hai rinunciato a hobby che ti piacevano a causa dei videogiochi.
- Continui a giocare anche se ti sta creando problemi.
- Hai ingannato i familiari o altre persone su quanto giochi.
- Giochi per sfuggire agli stati d’animo negativi, come il senso di colpa o la disperazione.
- Hai messo a rischio o perso una relazione, un lavoro o un’opportunità di studio a causa dei videogiochi.
Cinque o più sintomi nell’arco di un anno farebbero pensare a una possibile diagnosi. Questa lista non può darti una diagnosi, ma se ti riconosci in diversi punti, parlane con un medico o con un professionista della salute mentale.
Come i giochi ti agganciano: loot box, battle pass e ricompense giornaliere
Molti giochi sono costruiti per farti tornare, quindi se smettere ti sembra difficile, è il design che fa il suo lavoro, non una tua debolezza. Una revisione del 2026 sulla monetizzazione nei videogiochi mostra come queste funzioni sfruttino la paura di perdersi qualcosa, il dispiacere di perdere i progressi e le ricompense incerte.
| Aggancio | Come ti attira | Cosa aiuta |
|---|---|---|
| Loot box | Paghi per una ricompensa casuale, come alla slot machine | Elimina le carte salvate |
| Battle pass | Le ricompense scadono e vuoi sfruttare fino in fondo quello che hai pagato | Salta il pass |
| Accessi giornalieri e serie | Se salti un giorno, perdi delle ricompense | Silenzia le notifiche; lascia andare la serie |
In un sondaggio su 7.422 videogiocatori, chi spendeva di più in loot box tendeva ad avere problemi di gioco d’azzardo più gravi. Anche una revisione del 2022 ha collegato le loot box al disturbo da videogioco. Non è chiaro quale delle due cose venga prima. Se le loot box ti hanno portato a scommettere, scopri come bloccare il gioco d’azzardo e autoescluderti.
Giocare di meno o smettere? Scegli il tuo obiettivo
| Ridurre può fare per te se… | Una pausa completa può fare per te se… |
|---|---|
| Di solito riesci a smettere quando avevi deciso | I tuoi limiti continuano a saltare |
| Finora i problemi sono lievi | Sonno, lavoro, scuola o soldi ne hanno già risentito |
I limiti sani per i videogiochi sono precisi e facili da verificare. Completa i tuoi: «Giocherò _ per un massimo di _ e smetterò entro le ___.» Per esempio: «le sere dei giorni feriali, un’ora, chiudo entro le 22» oppure «solo nel fine settimana».
Preferisci una pausa? In un piccolo studio pilota, 24 videogiocatori adulti hanno provato un «detox» di 84 ore dai giochi online. Il tempo passato a giocare e i sintomi sono diminuiti, e quattro settimane dopo la maggior parte dei 9 che erano risultati positivi allo screening per il disturbo da videogioco stava nettamente meglio. Senza un gruppo di confronto, è solo un primo indizio.
Come smettere con i videogiochi o giocare di meno: un piano di 30 giorni
Prima del primo giorno, scrivi il tuo obiettivo e raccontalo a una persona di cui ti fidi. Poi segna ogni giorno sul calendario: obiettivo rispettato oppure no.
In Guardian Angel, Videogiochi è un’abitudine predefinita, e sei tu a decidere che cosa significa Bella giornata: niente videogiochi, oppure restare entro il tuo limite.
Settimana 1: metti degli ostacoli
- Disattiva le notifiche dei giochi ed elimina le carte di pagamento salvate.
- Sposta la console o il PC da gaming fuori dalla camera da letto.
- Metti una sveglia all’ora in cui hai deciso di smettere.
- Hai scelto una pausa? Disinstalla i giochi o chiedi a qualcuno di tenere il controller per te.
Molte di queste mosse funzionano anche per ridurre il doomscrolling.
Settimana 2: riempi il vuoto
Il gioco risponde a bisogni reali: sfida, legami e una via di fuga. Prevedi un’alternativa per ciascuno: uno sport, una chiamata con gli amici con cui giochi e una passeggiata quando lo stress sale.
Settimana 3: supera il periodo in cui tutto sembra piatto
Le altre cose potrebbero sembrarti noiose, e potresti sentirti irritabile, in ansia o giù di morale, a volte fin dal primo giorno. Ecco perché la vita può sembrare piatta dopo aver lasciato un’abitudine.
Proteggi il sonno e continua a muoverti. Se l’umore basso o la disperazione non passano, non aspettare la settimana 4: parlane con un medico.
Settimana 4: fai il punto e aggiusta il tiro
Se hai rispettato il limite nella maggior parte dei giorni, vai avanti così. Se i limiti continuavano a saltare, prova una pausa completa.
Se nessuno dei due obiettivi funziona, hai comunque imparato qualcosa di utile, ed è un buon momento per parlarne con un medico o con uno psicoterapeuta. Una revisione del 2025 su 21 studi controllati ha rilevato che trattamenti come la terapia cognitivo-comportamentale riducevano i sintomi e il tempo di gioco e alleviavano depressione e ansia, anche se gli studi erano molto diversi tra loro.
Genitori e dipendenza da videogiochi: come parlarne con i figli
Comincia dalla curiosità, non dal sequestro della console. Chiedi: «Che cosa ti piace di più di questo gioco?» Ascolta che cosa ci trova: gli amici, il gusto di vincere o una pausa dallo stress.
Poi stabilite le regole insieme. L’American Academy of Pediatrics (AAP), l’associazione dei pediatri statunitensi, suggerisce:
- Un piano familiare per i media, così che il gioco non tolga spazio ai compiti, all’attività fisica o al sonno.
- Giocare negli spazi comuni della casa, quando possibile.
- Giocare insieme ogni tanto, per vedere che cosa fanno.
Attiva l’approvazione degli acquisti nelle impostazioni della console e degli store di app. Tra i segnali d’allarme indicati dall’AAP ci sono tristezza o irritabilità quando il gioco viene tolto, l’incapacità di giocare di meno e le bugie sul tempo passato a giocare. Se il gioco sconvolge la vita quotidiana e ogni tentativo di ridurlo incontra resistenza, chiama il pediatra.
Domande frequenti
La dipendenza da videogiochi esiste davvero?
Sì. L’OMS include il disturbo da videogioco nell’ICD-11: si riconosce dalla perdita di controllo, dalla precedenza data al gioco e dal continuare nonostante i danni, di solito per almeno 12 mesi. Riguarda solo una piccola parte di chi gioca.
Quante ore al giorno di videogiochi sono troppe?
Non esiste un numero ufficiale. I criteri dell’OMS guardano al controllo e ai danni, non al tempo. Una verifica migliore è chiederti se il gioco toglie spazio al sonno, alla scuola o al lavoro, all’attività fisica e alle persone.
Anche gli adulti possono avere una dipendenza da videogiochi?
Sì. I criteri dell’OMS non dipendono dall’età. I tassi sono più alti tra gli adolescenti, ma anche gli adulti possono perdere sonno, lavoro, soldi e relazioni a causa del gioco.
Le loot box sono gioco d’azzardo?
Ne condividono la caratteristica principale: paghi soldi veri per una ricompensa casuale. La ricerca collega una spesa elevata in loot box ai problemi di gioco d’azzardo, anche se non è chiaro quale delle due cose venga prima. Comprarle ancora e ancora per inseguire un oggetto raro è un segnale d’allarme di dipendenza dalle loot box.
Se vuoi un modo riservato per tenere traccia dei giorni senza videogiochi, o di quelli in cui resti entro il tuo limite, Guardian Angel ti offre un semplice resoconto quotidiano. Si scarica gratis e il tuo diario resta sul telefono.
Chiedi aiuto ora
- Se sei in pericolo o ti senti molto male: chiama il 112 o il 118.
- Se pensi al suicidio o senti di non farcela più: chiama Telefono Amico Italia al 02 2327 2327, tutti i giorni, 24 ore su 24.
- Se i social o i videogiochi ti stanno pesando: il Numero Verde Nazionale Unico Dipendenze dell’Istituto Superiore di Sanità, 800 94 07 89, è gratuito e ha una linea dedicata a internet, social e videogiochi, attiva dal lunedì al venerdì, dalle 13 alle 19.30. Puoi parlarne anche con il tuo medico di famiglia.
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